Fabbriche occupate a due passi dal colosseo
Il racconto della proiezione del documentario THE TAKE nella capitale
FABBRICHE OCCUPATE A DUE PASSI DAL COLOSSEO
Roma, 30 settembre - Siamo a due passi dal Colosseo e dai Fori Imperiali, nell’antico e suggestivo rione Monti, in una calda serata settembrina, propaggine di un’estate che ci ha appena salutato.
In via Urbana 47 c’è un Cineclub, il Detour, nato dalla passione per il cinema di 4 amici, che i film amano sceglierli ed apprezzarli, prima di mandarli in proiezione.
Arriviamo verso le 19 con un carico di prodotti equi e solidali per il bar e subito ci mettiamo all’opera. In un’oretta tingiamo di arancio e blu, i colori della campagna, le pareti e viene allestito un punto info con poster, brochures, dossier. Alle 20,30 tutti ai posti di comando: chi accoglie, chi sta al bar, chi raccoglie gli indirizzi per la mailing list.
Le prove tecniche le abbiamo già fatte la mattina.
Le lancette corrono, ma a parte qualche cliente affezionato, nulla di nuovo ‘sotto le stelle ’.
Eppure abbiamo tappezzato di locandine librerie, locali, atenei, le nostre botteghe e gli inviti sono stati tutti consegnati. Anche la stampa è stata contattata, ma lo sciopero dei giornalisti ci ha messo lo zampino.
Cominciamo a guardarci con l’aria da pacca sulla spalla: in fondo abbiamo fatto il possibile, andrà meglio la prossima volta!
E poi?...
...poi ci ricordiamo improvvisamente di essere a Roma! L’unica metropoli dove il tempo scorre lento, più lento. Dove alla gente piace prendersela comoda, dove il traffico regna sovrano, dove il ritardo è un must!
E allora? Allora alle 20,55 c’è una fila lunghissima per entrare: volti nuovi e curiosi, giovani e meno giovani, che chiedono ora sì con un po’ di preoccupazione, se il film è già iniziato.
La sala è strapiena: dobbiamo aggiungere una fila di sedie! C’è persino qualcuno che nella capitale è di passaggio e che ha il treno notturno per tornare a Firenze!
Si parte chiaramente in ritardo, ma nessuno sembra infastidito, neanche gli ‘svizzeri’ del primo rintocco.
Il benvenuto è d’obbligo e dopo qualche parola sulle nostre cooperative introduciamo l’ospite della serata: Vittorio Leproux (membro del consiglio d’amministrazione di Ctm Altromercato) che parla più a fondo della campagna. Diamo un’occhiata al pubblico: la legge del quarto d’ora sulla soglia dell’attenzione sembra essere stata confutata! Possiamo permetterci un lusso che pensavamo di aver perso: proiettare il video ‘La fibra della dignità ‘, che riscuote larghi consensi ( anche i ragazzi del cinema fanno i complimenti) e suscita partecipazione emotiva.
A questo punto ce lo meritiamo tutti: che Naomi Klein e Avi Lewis aprano le danze e comincino a raccontare la difficile e sorprendente avventura delle fabbriche occupate, la forza di un Paese, l’Argentina, che è caduto, ma si rialza con dignità e ricomincia a tessere il suo futuro.
Pamela Piscicelli
Organizzazione evento:
Francesca Santoro per Equociquà
Pamela Piscicelli per Pangea-NienteTroppo