A Roma il Vascello salpa per l'Argentina
Le cooperative romane ci raccontano il successo di 'Tessere il Futuro' e dello spettacolo 'Gente come uno' lo scorso 11 ottobre al Teatro Vascello.
A ROMA IL VASCELLO SALPA PER L’ARGENTINA
Le cooperative Pangea-NienteTroppo, Equociquà e Tenda dei popoli
ci raccontano il successo di ‘Tessere il Futuro’ nel prestigioso teatro romano
Roma. Mercoledì 11 ottobre 2006.
Per raccontare un progetto articolato come Tessere il futuro ci vuole una serata composita. è necessaria più di una voce, infatti, per spiegare il movente, gli attori, le implicazioni economiche per il sud e per il nord del mondo, lo scenario in cui questa campagna dovrà operare. E ciascuna di queste voci ha un suo registro e ha bisogno di uno spazio apposito.
Il teatro Vascello, a Monteverde vecchio, è stato il contenitore dell’intera serata, grazie alla sua struttura polivalente che permette il più ampio uso di soluzioni sceniche, e alla pianta ‘circolare’, in grado di coinvolgere gli spettatori.
Le prime voci sono state quelle di chi è arrivato puntuale alla conferenza, convocata per le 19, nel foyer del teatro allestito con sedie, poltrone, divanetti. Circa sessanta persone (persino la scalinata si è trasformata in una gremita platea!) hanno ascoltato le voci di Stefano Magnoni, vicepresidente di Ctm Altromercato, di Leonardo Becchetti, professore di economia politica dell’Università di Tor Vergata e dell’on. Angelo Bonelli.
Magnoni ha spiegato l’importanza centrale del ‘prodotto’ cotone nell’ambito del commercio equo, paragonandolo a quello delle banane; ha raccontato cos’è e com’è nato Tessere il futuro.
Becchetti ha valorizzato l’aspetto “pionieristico” di simili progetti e dell’economia alternativa in generale e il loro potenziale impatto grazie a iniziative di sensibilizzazione che accrescono la presa di coscienza sociale su questi temi, cosa che può provocare un’ulteriore onda di diffusione grazie a scaltri “imitatori” appartenenti al mondo profit.
Bonelli ha parlato della sua esperienza in America Latina, delle conseguenze ambientali e sociali dell’attuale gestione economica, confermando la sua fiducia nel ruolo del commercio equo e solidale.
L’uditorio non ha avuto bisogno di ulteriori sollecitazioni per formulare domande in serie: competenti e ‘in tema’, dimostrazione lampante che queste occasioni suscitano anche l’interesse di chi conosce già il commercio equo ma cerca chiarimenti, conferme, stimoli.
E quando la conferenza ha lasciato spazio all’aperitivo equo e solidale, le voci non si sono affatto spente: si sono solo trasformate in chiacchiere informali, in cui i relatori venivano “assediati” da chi aveva un quesito, mente gli altri alternavano un sorso di Guaranito a un commento, un grissino ad un saluto.
Ma la voce più possente si è fatta sentire poco più tardi, alle 21: quella dell’Argentina di Manuel Ferreira. Gente come Uno non è un racconto, è una sequenza serrata di emozioni: lo stupore, l’impotenza della classe media di fronte alla crisi del 2001, l’indignazione per chi non trova nulla di nuovo in quella crisi, perché povero lo era già da prima. La paura che possa succedere ancora, non solo in Argentina. I segnali inquietanti si colgono sempre più pressanti anche nella vecchia Europa, anche nel nostro Paese.
C’erano poco meno di duecento persone ad assistere allo spettacolo, e certamente tutti, alla fine, tra scrosci di applausi e volti soddisfatti, hanno capito bene il perché di un progetto ambizioso come ‘Tessere il futuro’.
(Laura della cooperativa Equociquà)
La serata era stata presentata sul Manifesto, sul portale Roma One,sul sito di Sbilanciamoci, sul sito di European Consumers.
Inoltre segnalata su La Repubblica, su City, su EPolis, sul sito dell’on. Tana De Zulueta.
Organizzazione:
Francesca Santoro per Equociquà!
Pamela Piscicelli per Pangea-Nientetroppo
Claudio Campo e Enrica Orlando per Tenda dei Popoli