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Asoc. Civil Uniòn Campesina

creato da SilviaUltima modifica 15/09/2006 13:53

prima fase: la coltivazione della fibra


recoletando

L’Asociación Civil Unión Campesina
è un’associazione di contadini di etnia Toba,

del nord dell’Argentina, nella regione del Chaco.


Piccoli appezzamenti di terra comunitaria,
dove l’unica fonte di reddito è il cotone.



LA COLTIVAZIONE DELLA FIBRA


L’Asociación Civil Unión Campesina è un’associazione di contadini di etnia Toba, del nord dell’Argentina, nella regione del Chaco, una regione desertica molto ampia che si estende sino al Paraguay, al Perù e alla Bolivia. In questa regione si produce il 90% del cotone argentino. Parliamo di una realtà fuori dai contesti urbani, senza accesso all’acqua potabile e all’elettricità. Piccoli appezzamenti di terra comunitaria, dove l’unica fonte di reddito è il cotone, il resto è agricoltura di sussistenza.

Per una decina d’anni la raccolta e la produzione di cotone sono rimaste bloccate a causa del calo del prezzo, diventato talmente basso da non permettere di coprire neanche i costi di manodopera.Pochi anni fa il governo locale ha offerto un supporto alle famiglie dell’Unión Campesina, donando i semi e i macchinari per riprendere la produzione. Nel 2005 Ctm ha avviato con questo gruppo una collaborazione, acquistando direttamente il cotone ad un prezzo equo, ossia un prezzo minimo garantito definito insieme all’associazione. Nella stagione 2005-2006 il prezzo equo pagato da Ctm altromercato è risultato superiore del 25% rispetto al prezzo di mercato (il 2005-2006 è stata una stagione con prezzi particolarmente elevati per la scarsa produzione: prendendo in considerazione la stagione precedente il prezzo equo fissato da Ctm altromercato è pari quasi al doppio del prezzo di mercato).

Grazie a personale locale Ctm acquista direttamente il cotone dai contadini nei campi occupandosi del trasporto e delle fasi successive di lavorazione. In questo modo viene eliminato il ruolo degli acopiadores, ossia di quegli intermediari speculativi che, approfittando della mancanza di mezzi di trasporto della comunità indigena, acquistano il cotone nei campi dai contadini ad un prezzo molto basso rivendendolo in città anche al doppio. Ctm sostituisce la logica del massimo profitto con quella delle relazioni sostenibili tra le persone coinvolte nell’attività economica: compra direttamente dai Toba pagando un prezzo più alto. Oltre all’acquisto del cotone ad un prezzo equo, Ctm assiste l’Asociaciòn Civil Unión Campesina fornendo gratuitamente un servizio di assistenza tecnica durante tutta la fase di semina e raccolta del cotone grazie a personale tecnico locale.

Inoltre è in fase di studio e raccolta fondi un progetto per l’acquisto di una mini sgranatrice e la realizzazione di un magazzino per la realizzazione di un centro di raccolta e sgranatura del cotone direttamente presso l’Associazione dei contadini.

Il cotone Ctm altromercato si ottiene con metodi interamente naturali, facendo ricorso a tecniche tradizionali che, limitando al massimo l’impatto sull’ecosistema, potrebbero porre un freno importante al processo di desertificazione in corso nella regione. È quasi del tutto assente l’uso della tecnologia esterna, di agenti agro-chimici e di fertilizzanti. È una coltivazione attenta alla biodiversità che riesce a mantenere la quantità di insetti infestanti e la percentuale di patologie vegetali molto bassa.

 

L’Asociación Civil Unión Campesina

La Asociación Civil Unión Campesina è nata nel 2002, in seguito alle rivendicazioni delle comunità rurali più povere di campo Medina e delle zone limitrofe, nella giurisdizione di Pampa del Indio. Siamo nella provincia del Chaco. Le rivendicazioni si sono concentrate soprattutto nella richiesta di un maggiore appoggio delle istituzioni nella fase della produzione del cotone. Costituita formalmente nel 2003, l’organizzazione ha visto l’avviamento del “nuovo  piano cotone” nel 2004, momento in cui il ministero per lo sviluppo sociale ha garantito la coltivazione di 1.200 ettari di cotone, con la raccolta già nel febbraio del 2004. Questo ha permesso a 762 famiglie di seminare cotone, alcune per la prima volta, la maggioranza dopo 12 anni d’inattività.

L’organizzazione ha raggiunto un ottimo livello di autogestione, grazie alla distribuzione degli investimenti, destinati all’assistenza tecnica nell’azienda, all’attività di abilitazione, alla produzione e infine alla commercializzazione congiunta cominciata di recente. Questo faciliterà l’ingresso delle famiglie associate che potranno contare sulla presenza di semi per la prossima stagione.

Il progetto comprende una zona estesa del dipartimento Libertador General San Martín e parte del Departamento General Güemes. Un’area di copertura discontinua, che si concentra nelle colonie dove predominano i piccoli produttori. La popolazione rurale totale dell’area è di 35.000 persone, circa 6.200 famiglie. Più del 65% della popolazione ha bisogni primari insoddisfatti, ed è particolarmente difficile l’accesso all’acqua potabile.

Il regime di possesso della terra è irregolare: alcuni coloni hanno ottenuto la proprietà delle loro terre; una percentuale importante dei coloni occupa le terre comunitarie e infine c’è una parte minore con possesso precario. Il 25% più povero della popolazione rurale, con meno di 10 ettari per famiglia, occupa una superficie equivalente allo 0,5% del totale. La maggioranza degli associati alla Unión Campesina si trova in questo stato.

La popolazione rurale più povera è composta da piccoli agricoltori, che ottengono in parte le loro entrate dall’attività produttiva prediale (servitù) e in parte dall’impiego in fattoria di produttori più grandi.

La rottura della economia regionale, causata in primo luogo dalla crisi del cotone, ha aggravato la situazione di queste famiglie, essendo stato il cotone tradizionalmente la principale fonte di entrate.

 

L’economia cotoniera della regione

La coltivazione del cotone, principale attività economica del dipartimento e della regione sino a pochi anni fa, è stato il motore dello sviluppo della zona, anche considerando tutti i problemi di sostenibilità a lungo termine propri della monocoltura agricola.

Questa coltivazione permette di utilizzare la maggiore quantità di manodopera in tutte le fasi del processo, dal mantenimento della coltivazione, al raccolto, al trasporto e alla trasformazione, generando un forte impulso all’economia locale, dovuto all’incremento delle entrate e dei livelli di consumo delle famiglie impiegate nel settore. «Quando c’è il cotone, la gente si muove», è l’espressione popolare che si usa.

Negli anni Novanta, la mancata regolamentazione, promozione e protezione dell’economia regionale, l’abbassamento dei prezzi e la concentrazione della terra e del capitale, hanno messo il cotone in svantaggio di fronte a coltivazioni o sistemi produttivi più appropriati per i capitali speculativi. Questo si evidenzia con l’improvvisa riduzione dell’area destinata alla semina avvenuta negli ultimi anni. Sino alla campagna del 1997/1998 il cotone rappresentava più del 70% della superficie raccolta, nella campagna del 2002/2003 è diminuito del 9%, a spese dell’incremento della superficie coltivata principalmente con soia, e in maniera ridotta con girasole, mais e grano.

È significativo che la superficie seminata nelle campagne 2002/2003 (più di 70.000 ettari) sia risultata inferiore a quella registrata nel 1929.

 

Le famiglie contadine nella provincia argentina

Esiste nella zona un aumento della povertà e dell’indigenza rurale, peggiorato con la crisi economica del paese, ma soprattutto a causa della rottura del sistema produttivo agricolo, pastorizio e agroindustriale. La rottura dell’economia regionale del cotone, la progressiva marginalizzazione dei piccoli e medi contadini, il crescente esodo rurale, mostrano come il problema stia avanzando. Si possono segnalare diverse cause che in modo più o meno diretto hanno generato e peggiorato questa situazione. Una di queste, forse quella che si relaziona di più con la condizione del piccolo produttore, è il deterioramento e la perdita del sistema di produzione della terra, modello tradizionale di agricoltura che:

• permette alle famiglie di godere della sicurezza e della sovranità alimentare;
• conserva la biodiversità e l’equilibrio ambientale;
• crea un sistema sostenibile e dignitoso.

Questo processo di deterioramento e perdita della capacità produttiva delle famiglie campesinas si deve soprattutto all’impulso dato dalla modernizzazione dell’agricoltura, imposta sulla base dei criteri dei paesi più sviluppati e che dà priorità alla produzione e alla resa immediata, senza tenere in considerazione aspetti come la conservazione dell’ambiente e la funzione sociale dell’agricoltura. Questo modello di agricoltura moderna genera concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi, stabilisce regole di mercato ingiuste per i produttori, commercializza sia i beni e le materie prime sia il lavoro del campesino e di conseguenza lo emargina, lo impoverisce sino alla sua espulsione.

Affrontare il recupero del sistema produttivo campesino – e in particolar modo del cotone – mettere in condizione le famiglie di produrre e di commercializzare per poter uscire dalla povertà e dall’emarginazione, è la soluzione proposta dal Plan Algodonero 2004, al quale ha dato vita la Unión Campesina con l’appoggio della Clean Clothes Campaign e con i finanziamenti del programma del Ministerio de Desarrollo Social de la Nación.

La fibra raccolta viene sottoposta a un primo processo di trasformazione, la sgranatura, che separa la fibra dai semi. Questo procedimento, che si effettua nel mese di maggio, viene effettuato in loco, a circa 50 chilometri dalla zona di raccolta, da una cooperativa locale che trattiene i semi del cotone sgranato come compenso.A giugno la fibra senza semi passa a un impianto di filatura che dista 100 chilometri dalle piantagioni sempre nella regione del Chaco.