Monsanto semina la morte fra i contadini indiani
L'articolo di Vandana Shiva sulle conseguenze della diffusione del Bt cotton in India. Tratto da Il Manifesto, 18 marzo 2006
Il Bt.Cotton della Monsanto
ha già spinto migliaia di agricoltori indiani
ai debiti, alla disperazione e alla morte.
Nell’ultimo decennio, in India,
più di 40.000 agricoltori si sono suicidati.
Questo è il motivo per cui i governi dell’Andhra Pradesh e del Gujarat hanno portato la Monsanto in giudizio.
Fonte: Vandana Shiva, Il Manifesto, sabato 18 marzo 2006
Monsanto semina la morte fra i contadini indiani
I semi assassini dell’industria delle biotecnologie uccidono la biodiversità, i coltivatori
e la libertà delle persone.Tra questi vi è il Bt.Cotton della Monsanto che ha
già spinto migliaia di agricoltori indiani ai debiti, alla disperazione e alla morte.
La libertà dei cittadini di scegliere cosa coltivare e cosa mangiare non ha cittadinanza
in un mondo regolato dai profitti delle corporations. Il Bt.Cotton, un cotone
geneticamente modificato venduto dalla Monsanto, ha ripetutamente deluso
gli agricoltori indiani da quando la società iniziò illegalmente le sperimentazioni
nel 1998. E da quando, nel 2002, è stata autorizzata la commercializzazione dei
suoi semi. La pubblicità della Monsanto prometteva ai contadini una produzione
di 15 quintali per acro e circa 226 dollari di guadagni aggiuntivi, ma per un gran
numero di agricoltori il Bt.Cotton ha causato la perdita di interi raccolti. Molti altri
hanno avuto raccolti medi di soli tre quintali per acro.
Uno studio del Centro per l’agricoltura sostenibile ha evidenziato che mentre i
semi del Bt.Cotton costano ai contadini 36 dollari per acro, i semi dei coltivatori
organici costano soltanto 10 dollari per acro. Il Bt.Cotton è stato trattato con pesticidi
che vengono spruzzati tre volte e mezzo, a un costo di 59 dollari per acro. I
coltivatori organici, al contrario, per il controllo dei parassiti hanno usato sostanze
ecologiche che costano meno di nove dollari per acro, cioè meno di un sesto del
costo del Bt.A causa degli alti costi di coltivazione e dei bassi guadagni, i contadini
indiani si sono trovati intrappolati in pesanti indebitamenti. Nell’ultimo decennio,
in India, più di 40.000 agricoltori si sono suicidati. Più del 90% degli agricoltori
che si sono uccisi nel Maharashtra e nell’Andhra Pradesh, nella stagione del
cotone 2005 avevano piantato il Bt.Cotton. Questo è il motivo per cui i governi
dell’Andhra Pradesh e del Gujarat hanno portato la Monsanto in giudizio. E più
del 90% del mercato dei semi geneticamente modificati è controllato da una sola
compagnia: la Monsanto.
Negli Usa, i lobbisti sostengono che il cotone resistente agli erbicidi frutterebbe
agli agricoltori americani 66,59 dollari per ettaro di guadagni aggiuntivi. Eppure
90 coltivatori di cotone texani hanno fatto causa alla Monsanto per aver subito
grosse perdite nei raccolti: la Monsanto non li avrebbe avvertiti di un difetto presente
nel suo cotone geneticamente modificato. Gli Usa hanno sostenuto la falsa
tesi che la tecnologia Terminator, una tecnologia che crea sterilità, farebbe «incrementare
la produttività».
Il pronunciamento del Wto sulla questione degli Ogm minaccia la libertà di tutti
noi sui semi e sull’alimentazione. Non ci faremo asservire dai giganti della genetica.
Non permetteremo che i loro semi assassini uccidano i nostri agricoltori e le
nostre libertà. Continueremo a conservare i nostri semi come un dovere verso la
creazione e verso le nostre comunità. Diffonderemo le zone «ogm-free» come zone
della nostra biodiversità e della nostra libertà alimentare. Diffonderemo semi di
pace e fermeremo la diffusione dei semi di morte.