un'altra via per il cotone
l'alternativa proposta dal commercio equo e solidale
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Non c'è critica più forte di una proposta alternativa. Per questo Tessere il futuro non è solo una campagna di denuncia ma anche una proposta alternativa: Ctm altromercato sta creando una nuova filiera tessile equosolidale al 100% partendo dall'Argentina. Per approfondire questo tema ti consigliamo di leggere il dossier COTONE SULLA PELLE in vendita nelle Botteghe del Mondo al prezzo di 5 euro Sul commercio equo e solidale vedi anche www.altromercato.it |
Una nuova concezione di commercio
Il concetto di “commercio equo solidale” implica necessariamente che i produttori siano retribuiti correttamente per la loro produzione. Ma altri vantaggi derivano dalla filiera. Poiché il commercio si svolge tra organizzazioni di contadini e organizzazioni importatrici, gli intermediari suscettibili di annullare gli utili dei produttori vengono in gran parte evitati.
L’Associazione Europea del Commercio Equo Solidale (European Fair Trade Association - Efta) insiste anche sull’attività a lungo termine e sulla gestione trasparente degli organismi di produttori così come sul rispetto dell’ambiente. Altro vantaggio, il reddito minimo garantito sul lungo termine e la possibilità di ottenere anticipi sulla vendita della produzione che consentono una pianificazione delle spese e delle reali prospettive per il futuro. Il commercio equo solidale allontana la linea di orizzonte.
Una definizione del commercio equo solidale ha unito nel 2001 tutti gli attori del movimento: «Il commercio equo solidale è una partnership commerciale fondata sul dialogo, la trasparenza e il rispetto, il cui obiettivo è di raggiungere una più vasta equità nel commercio mondiale. Il commercio equo solidale contribuisce allo sviluppo sostenibile offrendo migliori condizioni commerciali e garantendo i diritti dei produttori e dei lavoratori marginalizzati, in particolare nel Sud del pianeta».
L’Associazione internazionale del commercio alternativo (International Federation for Alternative Trade - Ifat) ha istituito una serie di principi da rispettare per le organizzazioni del commercio equo solidale. Queste organizzazioni riducono la povertà creando delle opportunità per i produttori svantaggiati, promuovono il commercio equo solidale, pagano un prezzo adatto ai loro fornitori, controllano l’equità del genere, garantiscono condizioni di lavoro decenti, e ancora privilegiano i materiali e i processi di produzione e di trasformazione rispettosi dell’ambiente.
Come nasce la prima filiera tessile equosolidale
Ctm altromercato ha mostrato un grande interesse per l’Argentina sia per le numerose attività produttive che possono inserirsi nell’ambito del commercio equo, sia per le grandi potenzialità di sviluppo interno, di domanda ed offerta di prodotti del commercio equo.
Già nel 2004 le cooperative Chico Mendes e Mandacarù, socie del consorzio Ctm altromercato, avviano un progetto di cooperazione in Argentina per sostenere attività di formazione in favore delle comunità indigene Wichi e per l’apertura di un negozio a Buenos Aires per la vendita dei prodotti di artigianato di queste comunità.
Il progetto getta le basi per un lavoro più ampio di costruzione di reti di economia solidale all’interno del paese che sarà portato avanti da Harold Picchi, un argentino che nel 2002 scopre e si innamora del commercio equo grazie ad un’esperienza lavorativa di alcuni mesi presso la cooperativa Chico Mendes di Milano.
Grazie all’attività di ricerca e di promozione dei temi del commercio equo, Harold Picchi entra gradualmente in contatto con una serie di realtà produttive dell’economia solidale.
In particolare appaiono particolarmente significativi nel panorama argentino il movimento delle fabbriche recuperate tra cui una fabbrica tessile ed una calzaturiera, un’associazione di piccoli coltivatori indigeni di cotone ed alcuni piccoli laboratori di confezionamento nati per dare risposta alla drammatica disoccupazione del paese.
Nasce così l’idea di una filiera tessile equa e solidale, in grado di garantire in ogni suo passaggio trasparenza, equità e tracciabilità.
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